eccomi qui…perennemente prigioniera di me stessa, del mio modo d’essere, del mio cuore, dei miei pensieri, del mio modo d’amare.
sò solo una cosa….sempre me stessa, sempre dalle stelle alle stalle.
quando mi capita di dire: “non ce la faccio più”….è sempre più un vero non ce la faccio più….è un caotico annaspare della mente in cerca di una via d’uscita da questa “vita” che mi schiaccia.
…poi…le forze sono talmente insufficienti che non ce la faccio neppure a trovare questa benedetta via d’uscita e lascio che la corrente mi porti…augurandomi che sia una corrente benigna.
a chi dare la colpa? al fato? a me stessa? agli altri? a chi?
lo sò….solo ed unicamente a me stessa.
Angela….cosa vuoi? cosa sei?
perchè hai tutte queste idee in testa che si ammassano e si contraddicono, una volta tiri da una parte, dopo un’ora tiri dall’altra…ed eccoti sempre qui a vivere una mezza vita sognando che un miracolo ti porti l’altra mezza vita che ti renderebbe di nuovo “viva”.
…io Viva.
stamattina ho riaperto la posta, non lo facevo da un sacco di tempo.
mi ha scritto un uomo che mi ha amata, a modo suo tanto.
si…devo ammetterlo….sono sempre stata amata tanto.
poche parole, mi fanno piacere, aprono una piaga:
“Sempre, come il fuoco, ti ricordo. Sei viva. M. M.”
….come è possibile che questa donna che sono io oggi, che ha passato l’intera giornata di sabato in un letto…senza nessuna voglia di fare nulla…anzi…con l’unico desiderio di cancellare quella giornata, di cancellare le parole che ho pronunciato….essere Viva? essere ricordata “fuoco”?
dentro di me c’è…lo sento. ma una forza più grande lo soffoca.
anzi…il problema è che io il mio cuore che arde vorrei fosse tra le mani di lui…che lo coccola, lo ama, si lascia scaldare.
invece sabato mattina la rabbia ha preso il sopravvento..il fuoco è uscito come un’eruzione vulcanica incontrollata.
non avrei dovuto, il senso di colpa mi ha lacerato…ma…sono esasperata.
una persona esasperata….quanto può “autocontrollarsi”?
come posso far finta che tutto vada bene? come posso far finta di non soffrire? come posso far finta di non aver paura?
e manifestando le mie paure….ho riaperto le piaghe del dubbio.
ma….se ho riaperto le piaghe del dubbio…allora non si parlava di certezze…ma di dubbi.
dubbi, incertezze, dei quali non sò se mi libererò mai.
tutto è ricominciato con due sms, 26 marzo:
“Finalmente hai capito che ami *****? Sei felice con lei? Scusa se te lo chiedo così, oggi, ma è stata una giornata…particolare….”
“Sai che non capisco molto…Anzi quello che sò è che sei più presente tu di lei…A presto.”
Era più di un mese che avevamo praticamente interrotto i rapporti.
Dopo tre giorni ci siamo risentiti…mi hai detto che hai capito di non amarla…e che volevi restare un periodo da solo.
mi hai accennato qualcosa a quel che provavi per me…senza per altro calcare troppo la mano…nessuna promessa…nessun impegno, abbiamo ricominciato a sentirci quotidianamente, ero felice…immensamente felice come se dopo aver vagato per settimane nel deserto avessi ritrovato l’oasi abbandonata.
mi ripetevo sempre che non dovevo illudermi…che poteva sempre tornare tutto come prima, che poteva essere una specie di miracolo…e poteva finire così come era cominciato..mi dicevo che avrei dovuto cercare di controllarmi per non soffrire di nuovo.
sono passate 3 settimane….e lei vive ancora con te.
è quasi un anno che convivete…mancano pochi giorni alla vostra ricorrenza.
come avete vissuto quest’anno? non lo sò.
sò come l’ho vissuto io….precipitando in un abisso nero di solitudine, rabbia, gelosia, quanto di più brutto possa provare un essere umano..e poi…mi viene da ridere: oltre il danno la beffa.
l’altro ieri lei è arrivata a dirmi che vorrebbe essere al mio posto.
essere lei a farsi un’oretta di telefonata al giorno allegra e passare con lui tutti i problemi del giorno.
***** dice che Franco parla di più con me che con lei.
A parte che mi riesce difficile crederlo come mi è difficile credere che da qualche parte qualcuno cammina a testa in giù..ma se così fosse….lei non si chiede il perchè?
se è una bugia…che senso ha venirmelo a dire? lo sò.
farsi compatire da lui…solita tattica…l’eroina che si sacrifica per amore dell’amato.
funzionerebbe pure…se non fosse per alcuni particolari di tipo pratico che contrastano concretamente con l’idea dell’innamorata che si sacrifica per amore…preferisco però non scriverne qui….è troppo squallido.
continua ad approfittarsi del buon cuore di lui…come fà poi a dire che lo ama?…bhò…
ok….non voglio demonizzarla…in guerra ed in amore dicono sia tutto lecito….lei combatte utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione.
ma ***** cosa vuoi ottenere?
un uomo che vive con te da un anno….e dice che non ti ama…certo tu puoi obiettare: si, ma vive con me.
ok…vive con te.
lo sò…eccome se lo sò.
lo sapevo stanotte mentre piangevo abbracciando il cuscino…e domandandomi se adesso avresti avuto il coraggio di dirmi di nuovo che vorresti essere al mio posto.
certo…ti piacerebbe essere al mio posto quelle ore che passo al telefono con lui…e tu sei sempre pronta a rinfacciarmi che – fatalità – ogni volta che chiamo io stavate proprio proprio per parlare tra voi…che ne pensi? avrò una sfera di cristallo con la quale vi tengo perennemente sotto controllo? oppure sei tu che non ti lasci sfuggire un’opportunità per colpevolizzarmi del tuo rapporto inesistente con lui?
colpa mia se non parlate?
e per un mese che io non ho chiamato, non avete mai parlato?
aspettavate che richiamassi io per parlare? non è un po’ strano?
bhè?….non vuoi stare al posto mio ogni volta che sò che siete insieme a pranzo, in giro per negozi, a fare la spesa, addormentati accanto nello stesso letto?…vieni al mio posto, accomodati.
ma stà certa di una cosa: con me Franco parlerebbe.
perchè io non sono te.
io non sfuggo le domande perchè ho paura di farlo ragionare…anche a costo di farlo “fuggire” in una roccaforte inespugnabile…la sua mente si ribella…non sò il perchè, o forse si…ma non voglio essere presuntuosa, non posso esserne certa.
certo… non vorrei che accadesse, non vorrei farlo stare male.
ma non voglio neppure che l’uomo che amo viva e faccia vivere a me mezze vite infelici.
cerco di farlo ragionare…di farlo pensare.
purtroppo ho capito che è un’imbuto che porta ad una strozzatura.
dovrebbe compiere una scelta affettiva…e per lui è difficile tagliare affettivamente qualcuno fuori dalla sua vita.
…per lui? ed io?
io sono come lui.
su questa e su mille altre cose.
ecco perchè sono l’unica che lo capisce.
ecco perchè come dice E mille altre donne nella stessa situazione l’avrebbero tagliato fuori dalla loro vita ed io invece con ci riesco, anzi…non ci riesco perchè – in realtà – non voglio.
il problema è che è troppo viva in me l’immagine dell’uomo che mi amava prima che entrasse ***** nella sua vita.
non sono più una ragazzina, ho vissuto delle esperienze…e se dico che con lui è stato “paradiso”…bhè…non me lo invento.
e poi….aivoglia a dire come dice lei che una cosa è immaginarla una persona ed un’altra è viverla…ma io e lui abbiamo passato delle giornate insieme serene e felici.
una sola paura mi blocca ogni volta che ci penso.
ma se fosse vero invece il contrario?
se fosse vero che lui – il Franco che mi amava da morire e che io amavo – fosse stato il frutto del suo immergersi in me?
se Franco in realtà non è quel Franco là…pieno di premure per il prossimo, affettuoso, dolce, disponibile (come mi rinfaccia adesso forse anche troppo…), un uomo che sognava una vita diversa, una vita fatta d’amore, avere un figlio con me…andare a fare la spesa con me, ecc…ecc…
vuole fare con lei tutte queste cose?
è passato un anno ed ancora non lo sà?
oppure in realtà aveva fatto suoi dei miei desideri ma in realtà non è questo che vuole?
e perchè allora quando gli ho detto “lascia perdere me e cerca con l’aiuto della psicologa di costruire un buon rapporto con lei, lui mi ha risposto: e perchè dovrei rinunciare a quello che voglio?”
Franco, amore mio, ti capisco come nessuno al mondo ti capisce.
ok…talvolta mi arrabbio…e mi arrabbio veramente tanto, soprattutto quando mi sento presa in giro.
è una questione non di orgoglio…ma di dignità.
ogni persona ha una dignità da difendere.
è una delle poche cose che mi ha insegnato mio padre
posso per amor tuo calpestare la mia dignità? la voglia di vivere…quella è dentro di me…hehehehhehe..non per nulla sono “fuoco”..un cavallo di fuoco.
mi basta sentirti per un minuto e ritorno a splendere…ma la dignità calpestata…quella poi come la rimetto insieme?
la fiducia in te?
può l’amore sopperire a tutte queste altre mancanze?
sò che mi manchi…mi manchi da morire.
e tu invece stai senza di me….stai con lei.
……..e quando mi arrabbio con te…ed hai ragione, ti ripeto sempre le stesse cose, ….diventi aggressivo…parli con parole di lei…e mi fai altro male….male che non vedi, perchè chiudi il telefono…ed io sparisco in un altro mondo, un altro pianeta.
come te lo faccio capire che sono viva Fra’?
che continuo a vivere
– a pensare
– a soffrire
e ad amarti anche dopo aver parlato con te ed aver chiuso il telefono?
come te lo faccio capire se ….non ascolti il tuo cuore?
se lei non ti permette di ascoltare il tuo cuore?
è stata fuori 2 giorni…eri felice.
ti sentivo allegro, sereno, soddisfatto.
lo eri anche dopo il 19 febbraio? quando sparii io dalla tua vita?
le hai detto: finalmente sono solo e posso dedicarmi totalmente a te?
ed eri felice?
sei tu che devi rispondermi …tu.
e non sono domande che faccio per il passato…per il quale è giusto avere dei dubbi.
questa è una domanda su qualcosa che hai vissuto.
eri felice il giorno dopo il 19 febbraio?
eri sincero il 15 febbraio? quando a lei hai detto di avermi parlato dicendomi che non provavi più per me gli stessi sentimenti?
era per questo che lei ti aveva dato il permesso di venire da me?
per venirmi a dire che “non sò più cosa provo”?
perchè quando ti faccio queste domande fuggi?
ognuno di noi è un filo vitale nell’arazzo di un’altra persona
La trappola per topi
Un topo guardò nella fessura del muro per vedere il contadino e la moglie aprire un pacco.
Quale cibo potrebbe contenere quel pacco??
Il topo scoprì che nel pacco c’era una trappola
per topi e ne fu devastato.
Tornando nell’aia, il topo volle avvisare
tutti gli animali: C’è una trappola per topi nella casa!
C’è una trappola per topi nella casa!
La gallina iniziò a chiocciare e raspare
in terra e disse: Signor Topo, posso capire che questa sia una grave
preoccupazione per lei ma non ha conseguenze su di me.
Non me ne importa molto.
Il topo si voltò verso il maiale e gli disse: C’è una
trappola per topi in casa!!
Il maiale simpatizzò ma disse: Sono molto dispiaciuto, Signor
Topo, ma non posso far molto altro che pregare.
Può star certo che la terrò presente nelle mie preghiere.
Il topo si voltò verso la mucca.
La mucca disse: Accidenti, Signor Topo.
Sono spiacente per lei, ma è difficile che io riesca ad infilare il mio naso nella trappola. E’ un problema suo.
Così il topo tornò nella casa, a
testa bassa e triste, per fronteggiare la trappola solo soletto.
Quella stessa notte, si sentì un suono nella casa, come il rumore di
una trappola che scatta sulla preda.
La moglie del contadino corse a vedere cosa aveva catturato.
Nel buio, non vide che era un serpente velenoso la cui coda era rimasta nella trappola.
Il serpente morse la donna.
Il contadino la portò all’ospedale e quando la riportò a casa
aveva la febbre.
Chiunque sa che quando si ha la febbre fa molto bene
prendere del brodo di gallina. Così il contadino portò la sua accetta
nell’aia per preparare l’ingrediente principale del brodo.
Ma la moglie continuava a star male e così amici e vicini vennero per stare
con lei ad ogni ora del giorno e della notte.
Per dare loro da mangiare, il contadino uccise il maiale. La moglie del contadino non migliorò ed un giorno morì.
Vennero così tante persone al funerale,
che il contadino dovette macellare la mucca per fornire sufficiente
carne per tutti i convenuti.
La prossima volta che ascolti qualcuno
avere un problema ed inizi a pensare che non ti riguarda, ricorda:
quando uno di noi è minacciato, siamo tutti a rischio.
Siamo tutti coinvolti in questo viaggio chiamato vita.
Dobbiamo darci un’occhiata uno con l’altro e fare uno sforzo per incoraggiarci a vicenda.
Ognuno di noi è un filo vitale nell’arazzo di un’altra persona.
Le nostre vite sono intrecciate le une alle altre per una ragione.
(Autore sconosciuto)
non trovate che sia meraviglioso pensare che ognuno di noi è legato ad un altro come un filo vitale?
io si!!!
smackkkkkkkkk
a presto
quando…
Quando le luci si spengono –
poco per volta ci si abitua al buio
come quando il vicino, sollevando alto
il lume, sigilla il suo addio –
Dapprima – i passi si muovono incerti
nel buio improvviso –
poi – lo sguardo si abitua alla notte –
e senza incertezza affrontiamo la strada –
Ed è così nelle oscurità più fonde –
in quelle notti lunghe della mente
quando non c’è luna che disveli un suo segno
quando non c’è stella che – dentro – si accenda –
E i più coraggiosi – per un poco brancolano –
e battono – a volte – dritti in fronte –
contro il tronco di un albero –
e poi imparano a vedere –
E allora è la Notte che si trasforma –
oppure un qualcosa nella vista
che alla Mezzanotte si conforma –
e la vita procede quasi senza incertezza.
(Emily Dickinson – 1862)
non aggiungo altro…c’è tutto quel che penso e vorrei dire in questi versi….
chissà se per me è veramente giunto il momento che
la notte si trasforma
the favol of CAPPUCCIETT RED
talvolta è meglio sdrammatizzare, non trovate?
ed allora mi regalo e regalo a chi passa una storiella che mi ha divertito un sacco, ma un sacco…
hehehheheh…sarà che non sono ancora cresciuta, sarà che ho ls testa troppo piena di “favole”…cmq..stà favola di certo fà ridere!!!
buona lettura e buon divertimento!!!
ecco a voi…the favol of
CAPPUCCIETT RED
Tant ma tant temp ago, ce stava ‘na little Cappucciett Red.
One mattin her mamma dissed: “Dear Cappucciett, take this cest to the nonn
but warning to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good
luck! And in boc at the lup!”
Cappucciett didn’t capi very well this ultim thing but went away, da sol,
with the cest.
Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she
incontered the lup, who dissed: “Hi! Piccula piezz’e girl! ‘Ndove do you
go?”
“To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a
sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and
mirtills” she dissed
“Ah, mannagg ‘a maruschella” (maybe an expression com: what a cul that I
had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc.
And so the lup dissed: “Beh, now I dev andar because the telephonin is
squilling, sorry”.
And the lup went away, but not very away, but to the nonn’s house.
Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her
sentier in the forest.
The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and, after
saluting the nonn, magned her in a boccon.
Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and
fikked himself in the let.
When Cappucciett Red came to the fint nonn’s house, suoned and entered.
But when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn,
but the lup, ricord!) dissed: “But nonn, why do you stay in let?”
And the nonn-lup: “Oh, I’ve stort my cavigl doing aerobics!”
“Oh, poor nonn!”, said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think,
wasn’t she?)
Then she dissed: “But what big okks do you have? Do you bisogn some collir?”
“Oh, no! It’s for see you better, my dear stupid little girl” dissed the
nonn-lup.
Then Cappucciett, who was more dur than a block of marm: “But what big oreks
do you have, do you have the orekkions?”
And the nonn-lup: “Oh, no! It is to ascolt you better”
And Cappucciett (that I think was now really rincoglionited) said: “But what
big dents do you
have!”
And the lup, that at this point wanted to dir: “Cossi ti mai?” (maybe an
expression com: to buy to you the little machine, never?) dissed: “It is to
magn you better!”
And magned really tutt quant the poor little red girl.
But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of
frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: “Accident! A lup!
Its pellicc vals a sac of solds”.
And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr
the kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that
moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup.
Then quarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora
the nonn (still viv) and Cappucciett (still rincoglionited).
And so, at the end, the cacciator of frodo vended the pellicc and guadagned
(Honestly) a sacc of solds.
The nonn magned tutt the leccornies in the cest.
Cappucciett red… beh!, let her stay, because she had capit.
And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!)
SMACK & SMILE for all the world
vorrei fare l’Amore con Te
Vorrei fare l’amore con te,
donandoti il calore di una carezza sul tuo viso
Vorrei fare l’amore con te,
sfiorandoti la guancia con il più tenero e dolce dei baci
Vorrei fare l’amore con te,
regalandoti l’emozione di farti sorprendere da un’inatteso abbraccio di
fiori dai mille colori
Vorrei fare l’amore con te,
stringendomi forte a te, seduta dietro alla tua moto, volando su nuvole d’asfalto …la mia vita affidata alla tua vita
Vorrei fare l’amore con te,
standoti seduta accanto ad occhi chiusi mentre suoni la chitarra…e magari canticchiandoti qualcosa come facevamo al telefono tanto tempo fà
Vorrei fare l’amore con te,
dicendoti che ogni volta che ti volterai, mi troverai al tuo fianco, anche se invisibile, anche se fisicamente distante
Vorrei fare l’amore con te,
rivolgendoti un sorriso che ti dice che sei l’ottava meraviglia del mondo.
….
Faccio l’amore con te…
accarezzando i tasti del telefonino, sognando di scriverti, sognando di chiamarti e sentire la tua voce spazzare via ogni vuoto, ogni paura…
faccio l’amore con te…
riponendolo senza averlo fatto…facendolo scivolare silenzioso e triste nella mia borsa
faccio l’amore con te
lasciandoti libero di vivere e sognare quello che vuoi
faccio l’amore con te
cercando di convincermi che ha ragione lei…che per te è meglio avere accanto una persona che ti aiuta nel lavoro invece di me….
che ti scrivo poesie.
Vorrei fare l’amore con te
dicendoti semplicemente “buona giornata amore mio”
cavalcando l’onda del dolore
Piccola Freccia è in cucina…stà facendo i compiti.
mi ha chiesto cosa avremmo fatto oggi pomeriggio…ad un tratto si è
illuminato e mi ha chiesto: mamma, perchè non mi porti in pineta?
te la ricordi quella pineta dove andammo….e si è messo a ricordare
i particolari di un giorno sereno, una gita con amici, altri bambini…
certo che me la ricordo…ma ….la mia mente in quel momento ha
cavalcato un’altra onda di ricordi.
accanto all’ingresso di quella pineta c’è l’ingresso di un altro posto
ed i ricordi mi hanno sommerso rapidamente.
ricordo la prima volta che ci vedemmo là….come al solito venivi da una
settimana di lavoro e la tabella di marcia portava ritardo…ormai lo
sapevo….era parte di te.
mi pare di ricordare che dovevi arrivare al massimo per le 23.00, arrivasti
credo con un’ora di ritardo…
come posso descrivere la felicità che provavo, provavamo ogni volta che
ci potevamo guardare negli occhi, stringere le mani…e poi chiudere
tutto il mondo fuori da noi due ed amarci, donarci totalmente…io e te
una cosa sola?
vederti e provare felicità allo stato puro era tutt’uno.
passava l’ansia dell’attesa, passava tutto…c’erano solo i tuoi occhi nei
quali i miei si perdevano come se fosse l’unica fonte a cui abbeverarsi.
piccola freccia continua a parlarmi di quel giorno…del parco giochi…
ed io rivedo l’attimo in cui poggiai sul tuo letto la rosa che avevo
preso per te…chissà se la conservi ancora…fino a novembre era
ancora sulla mensola della cucina.
tu che …hehehheheheh…non riuscivi ad aprire la valigia…i ricordi
si confondono…chissà se fu quella volta oppure un’altra…ora non lo
sò più.
sò che tu eri l’amore che arrivava da me.
tu eri il mio paradiso
tu eri la terra promessa
te l’ho ripetuto un’infinità di volte…tra le tue braccia se fossi
morta non me ne sarei accorta…sarebbe stato un passaggio tra un
paradiso ed un’altro…ti amo…
qualche volta mi chiedo se fossi solo io a provare l’enormità di quel
sentimento e mi rispondo con una frase che tu dicesti a me, in uno dei
tanti momenti strani dell’agonia del nostro amore.
ti dicevo: ma se stai bene con lei…dimmelo chiaramente e
cerchiamo di rimanere amici.
e tu un giorno mi rispondesti: “io con lei ci posso anche stare bene, e
ci starei tranquillamente se pensassi che l’amore vero fosse qualcosa
che non esiste, qualcosa di cui si parla ma che in realtà non si può
trovare..ma io l’ho trovato, io l’ho vissuto con te, l’amore esiste”.
….avevi ragione…
l’amore esiste: nasce, vive,…muore.
chissà se ami lei come hai amato me…non credo.
amara consolazione.
ogni volta che penso a te…a voi…sento nella testa lei…
lei che nel suo dolore mi disse: “tanto poi torna da me”..
nel suo dolore….mi vien da ridere…il suo dolore perchè avevamo deciso
di stare un po’ insieme…un paio di giorni…e lei ha trovato il modo
di farmeli passare in attesa fuori dalle mura di un ospedale…era il tuo sistema per tenerlo accanto.
…Signore..io non sò cosa è giusto e cosa è sbagliato…
io non sò cosa è bene e cosa è male…
non lo sò più
perchè da piccola mi hanno insegnato che se ti comporti bene sarai
premiato…
perchè da piccola leggevo le favole ed i buoni si amavano per sempre
e vivevano per sempre felici e contenti…
Signore…non è vero niente?
la vita non è una favola, vero?
allora Signore…per favore…o dammi la forza di accettarlo, adeguarmi,
oppure….fai cessare il dolore.
io…lo vedi…ce la stò mettendo tutta per “uscirne”
cerco di non chiamarlo…si, alcune volte l’ho fatto…
ma tu mi sei testimone che sono stati istanti…brevissimi istanti…io ..perdonami …ma non ce la faccio a non sentirlo mai più…è impossibile per me.
e poi…ok…si, mi ha fatto tanto tanto tanto male…ma è lui che mi ha
regalato i momenti più belli della mia vita, io non posso dimenticarlo
come potrò mai dimenticare che per lui ho pianto di gioia?
….quanti possono dire: “ho pianto di felicità”?
e lui mi ha regalato questa emozione…un’emozione che ho provato solo
un’unica volta nella vita.
eravamo a Livorno…insieme…
come posso dimenticare l’emozione di vederti arrivare con la tua macchina?
io ero seduta a cavalcioni su quel muretto…e ti aspettavo…
mamma mia ….ero emozionata come…come…come una donna che ama con tutto
il cuore può esserlo quando incontra l’uomo che ama…e non sà cosa proverà.
eri già successo tutto con lei…e non avevo idea di cosa avrei provato
quando ti avrei rivisto dopo tutto quel tempo, dopo tutto quel dolore…
invece…
fu ….stupendo.
a gennaio…due mesi fà parlando di questo ricordo mi dicesti:
quando ti ho vista su quel muretto…eri bellissima.
sai tesoro…anche per me tu eri la cosa più bella su cui i miei occhi si
erano mai posati.
Dio mio…quanto ti amo.
ti amo oggi come allora…ma come è possibile?
dove è finita la rabbia?
dove è finito il dolore?
eccolo…c’è…scrivo che ti amo ed il mio viso è solcato di lacrime…
sai qual’è la differenza tra me e te oggi?
che tu riesci a vivere senza di me…
io senza di te…vivo la vita degli altri…
quando Piccola Freccia mi chiama…vivo il mio ruolo di madre cercando di esserlo al meglio
quando entro in ufficio la mattina…vivo il mio ruolo da dipendente cercando di esserlo al meglio
quando vado da mia madre….vivo il mio ruolo di figlia cercando di esserlo al meglio…
ma quando sono sola…vivo di te, vivo delle emozioni che tu mi hai regalato…e cerco di costruire una nuova me stessa.
e pensare che mi hai detto che ero io a farti sentire vivo…era metà gennaio…
…ma tanto…”lui torna da me”
per quanto tempo questa frase mi rimbomberà nella testa?
quando finirà di farmi male?
e poi…” sembri una bambina viziata che pesta i piedi”
non la dimenticherò mai questa frase.
cattiveria pura al 100% come la migliore cioccolata.
io sapevo che lei l’aveva ricattato dicendogli che avrebbe fatto una stupidaggine…ma non potevo dirlo.
…ed ho ingoiato questa frase…mentre singhiozzavo assistendo impotente a lei che distruggeva l’amore tra me e lui.
avrei dovuto lottare con più cattiveria
avrei dovuto mollare tutto ed andare da lui…mandare via lei
da casa sua.
…ma no….era lui che doveva farlo.
non lo fece, non l’ha fatto.
entrambi abbiamo lasciato che un’altra donna uccidesse il nostro amore.
entrambi colpevoli…colpevoli di non aver difeso quel miracolo.
ed addirittura ti ha fatto vergognare di questo sentimento.
addirittura ti ha fatto vergognare per il fatto che quando ci sentivamo
per entrambi “il mondo fuori non c’era più”
ci sono persone che non hanno mai provato questa sensazione…
forse non la proveranno mai per tutta la loro vita
e lei…lei ti ha fatto vergognare, sentire in colpa per questo miracolo.
è tutto così assurdo….
è finita…ho cavalcato l’onda del dolore, non l’ho respinta…
i ricordi belli e brutti si sono fusi…
cmq…è accaduto un piccolo miracolo: mi ha chiamato un vecchio amico,
non ci vediamo da quasi un anno…oggi è dalle mie parti con la famiglia, perchè non ci incontriamo al mare? certo, grazie…tu non lo sai…ma grazie a te farà molto meno male rivedere quel posto…farà meno male.
ora è venuto Piccola Freccia, mi ha raccontato che nella sua scuola
sono nati dei piccoli coniglietti bianchi…è bello vedere la gioia nei suoi occhi mentre mi racconta l’espressione dolce di quei coniglietti e la tenerezza che ha provato tenendoli in braccio.
grazie Signore per tutte le emozioni che mi doni ogni giorno.
grazie perchè ci sono tante persone che mi vogliono bene, anche se
di questi tempi neppure penso di meritare tante dimostrazioni d’affetto…
grazie per questa vita.
p.s. la stesura di questo post è avvenuta nel corso di questa domenica mattina…seguendo il corso dei pensieri..come se parlassi ad un amico che mi ha fatto compagnia ed ora sono pronta ad affrontare il resto della giornata con un sorriso sulle labbra…e questo è …bello.
p.s.2: penso proprio che cercherò di farmi bella per oggi pomeriggio…me lo merito!!
smackkkkkkkk
e mo’ basta!!!!
eccoti qui.
Angela: dove vuoi arrivare?
sono tre/quattro mattine che fai la strada tra casa e lavoro con Piccola Freccia in macchina e piangi.
bene, ecco….stamattina non sei stata fortunata come le altre mattine, un millimetro di meno di spazio ed ecco che hai combinato un altro guaio.
Forse te cavi, forse.
ma il punto non è questo.
il punto è: ca**o, perchè quando ci vuole ci vuole….
quando hai intenzione di voltare pagina?
quanto ancora hai intenzione davvero di continuare a dirti che la tua vita non vale niente, che senza di lui nulla a senso, che non ce la fai più?
lascia perdere nuovi amori…non è tempo.
il romanticismo lo versi qui dentro…ma ascoltami: apri il cuore, scrivi quel che ti và di scrivere e RICHIUDI subito!!!
Angela….ho imparato a volerti bene, quindi ascoltami: sei in gamba.
solo che hai passato un gran gran gran brutto periodo.
anzi…sai che ti dico?
che tanti al posto tuo avrebbero mollato prima, e tu invece sei stata grande a non mollare…anche se ti è costato veramente tanto, anche se ancor oggi ne paghi il prezzo ed affronti le conseguenze.
però…..a tutto c’è un limite.
ok…era l’uomo migliore del mondo, l’uomo perfetto per te, il tuo più grande Amore.
ok….E’ FINITA.
lo sò che te lo sei detto e ripetuto anche tu un milione di volte e poi ci ricadi…lo sò, ma …come cantava quella canzone che ti dedicò MV?
Ci caschi troppo presto,
ma sei bella anche per questo.
Fai la dura nella vita ma sei tenera come il burro ed anche di più.
Vuoi fare quella che se la cava sempre da sola ma ti svegli e ti addormenti sognando qualcuno che ti prenda tra le braccia e ti protegga.
ma dammi retta….adesso è inutile ripensare al passato.
hai fatto tutto ciò che era in tuo potere per salvare ciò in cui credevi.
lo sò…ora vorresti almeno ritrovare l’amico…ma non sò se ti fà veramente bene, pensaci Angela…pensaci.
Quello che ti è capitato stamattina potrebbe essere una sciocchezza, una stupidaggine che potrebbe essere capitata in qualsiasi altro momento della vita e l’avresti ritenuto completamente insignificante…oppure potrebbe essere il suono di un campanello d’allarme.
bene…forse è meglio che pensi che sia una cosa del tutto insignificante,
altrimenti ti deprimi ancor di più…però…tu sai in che stato d’animo ti è capitato quel che è successo, ed è questo che devi combattere affinchè non accada più, o almeno…accada sempre meno fino a scomparire.
bene, ora rimboccati le maniche e buon lavoro.
non pensare più a cose brutte.
pensa che è primavera, che i prati sono pieni di fiori
pensa che sabato mattina prendi appuntamento dal parrucchiere (e fallo, non rimandare!!!)
pensa che sei in gamba e sistemerai tutto.
smack
io……tu
c’è poco da dire,
c’è poco da fare.
io da sola non mi basto
questa è la verità.
io mi vedo vuota, noiosa,
cerco gli altri per fuggire da me stessa.
c’era un tempo in cui non era così…
mi sentivo piena d’amore.
….ma io ne sono piena.
e vorrei darlo a lui….
perchè a lui?
perchè mi ha amata più di tutti
ed ora sono orfana del suo amore.
orfana….un vuoto.
ma si deve sopravvivere ai vuoti
ed andare avanti.
e cercare di colmarli di nuovo.
perchè?
perchè dovrei?
..perchè così non ha senso vivere…
non è vita, è solo esistere, vegetare.
perchè non posso darti il mio amore?
…perchè lei mi ha detto che tu…
tu mi ricambi solo perchè sono io a cercarti.
e queste parole amare hanno avvelenato il mio cuore.
e vorrei gridarti ti amo…
ma cerco di tenerlo stretto tra le labbra.
e vorrei baciarti e stringerti…
ma resterò lontana da te.
e vorrei mandarti fiori
e vorrei urlarti la mia rabbia
e vorrei essere io a farti felice
e vorrei che tu non lavorassi 14 ore al giorno
e vorrei che tu non ti sentissi sempre colpevole per
tutto ciò che non và intorno a te
e vorrei ….
avrei voluto che lei ti lasciasse libero di scegliere…
….ma forse tu non glielo hai mai chiesto davvero.
una, nessuna……
bhè….a parte i riferimenti pirandelliani c’è da dire che mi sento proprio così: una nessuna e centomila.
frammentata in tante piccole parti di me, razionali ed irrazionali…un solo corpo, una sola mente, un solo cuore e talvolta a chiedermi in tutta questa confusione se davvero ho una mia identità o sono “nessuno”.
non lo sò…ma posso dire come si è svolta la giornata di ieri tanto per rendere tangibile questo sfregarsi, urtarsi ed emergere o immergere pezzi di me stessa.
alla faccia di tutti i buoni propositi…tanto nascondersi dietro ad un dito non serve a nulla….non son riuscita a smettere di pensare a lui.
e cavoli…la dottoressa mi aveva anche avvisato: non getti sale sulla ferita, si prenda tempo. certo…si, come no!
Domenica per la verità era anche accaduto un mezzo miracolo: mi ero ritrovata a rivivere alcuni ricordi belli uscendone avvolta di dolcezza…i momenti migliori rivissuti provando le stesse emozioni e mi sono sentita come se avessi trovato delle oasi nel deserto, ritemprata, rinfrescata…è stato ….bello!
ma…i brutti ricordi hanno ripreso il sopravvento.
il dente ha ripreso a dolere, la spina nel fianco a premere.
ieri sono stata tormentata da questi pensieri…tutto il giorno, con brevi, brevissime interruzioni.
…ho cercato di lasciar sciogliere il dolore con le lacrime…ma come si può arginare il dolore? si può costruire un diga che ne lascia passare solo una quantità desiderata e non di più?…non lo sò.
sò che io non ci riesco.
ho provato a sfogarmi scrivendo un po’…in fondo mi sento molto sola ed anche comprensibile che sia così.
ho passato quasi un anno della mia vita a combattere una battaglia da sola, tutti che mi dicevano “lascialo perdere” ed io testarda come un mulo: no…credo in lui…siete voi che non capite.
bhè…adesso…da chi vado a cercare conforto? ovvio…mi dicono: ti avevamo avvisato, te la sei cercata (e tu senti nelle orecchie un sottofondo sottinteso “scemaaaaaaa”)…e adesso smettila di piangere e dimenticalo.
ok…sono stata scema.
ma almeno vorrei capire cosa o quando ho sbagliato.
ho sbagliato a credere nell’uomo che amavo? ho sbagliato a perdonare un suo errore? ho sbagliato a cercare di aiutarlo quando in lacrime mi ha chiesto aiuto?
forse l’errore è stato farlo troppe volte.
lessi una frase: se ti tradiscono una volta è colpa loro, se ti tradiscono più volte è colpa tua.
bhè…se è così che stanno le cose…per favore indicatemi l’uscita da questo mondo.
allora o io non capisco assolutamente niente, oppure il mondo è un posto nel quale non credo di essere adatta a vivere.
o forse è giusto? sbagliare è umano, perseverare diabolico.
forse io, che ne sò, la seconda, la terza..o la quarta volta avrei dovuto “sparire” come mi consigliava MV e un po’ di altra gente.
invece sempre lì…a porgere l’altra guancia e prendere l’ennesimo ceffone.
non che prendessi solo il ceffone beninteso…cercavo di scuoterlo da questa mezza vita che conduceva…mezzo dott. Jackill e mezzo dott. Hide, spesso dandomi per la foga e la rabbia al turpiloquio…come ho fatto anche ieri sera.
…non ce l’ho fatta: l’ho chiamato.
e più io parlavo, più lui scivolava nel silenzio, e più io mi arrabbiavo.
una cosa è certa: io ho bisogno di risposte.
per uscire da questa storia ho bisogno di affidarmi alla mia razionalità..e per fare questo dovrei capire.
e se cercassi risposte che non ci sono?
ok….ieri sera forse ho sbagliato o come ha detto lui: è giusto che ti sfoghi.
bhè…non mi sono sfogata…e neppure scrivere qui adesso mi fà stare meglio.
spero tanto che un’altra parte positiva di me torni a prendere il sopravvento ….e spero che lo faccia presto, molto presto.
ricominciamo….
una notissima canzone cantava così parlando di un amore travagliato.
ok…..io invece stò prendendo Angela per mano…e le dico “ricominciamo”
bellissima anima mia…(te lo dico io se non te lo dice nessun altro,heheheheh) senti, ne hai passate tante, ma non ci pensiamo più, ok?
Pasqua, tempo di resurrezione.
ok….preparati.
niente più post tristi, è vietatissimo.
Nuovo look al blog, un po’ fiorellini non fanno male.
e poi…aò…eri tu che il primo gennaio hai scritto che era un nuovo anno …cavoli Angy, era un bel post per iniziare l’anno nuovo.
ok…sono accadute delle cosette che definiamo in questa nuova ottica un po’ antipatichelle, bruttine…ma aò…mica sempre può essere tutto bello, giusto?
quindi….fino a Pasqua non sentirai “l’uomo nero” hahahahahhahah
dai su…che in fondo in fondo gli vuoi bene, pure troppo anzi.
devi solo avere la forza di ingoiare il rospo: ti ha mollata bella mia.
ok….ok….
basta lagne!!!!!!!!!!!
vita nuova.
e come cantava Betty
bi bu bi bu…
bhò…non me lo ricordo, cmq……….
Angyyyyyyyyyyyyyyyy
ti voglio bene!!!!!!!!!!!!!
sei stata grande ieri sera…ed oggi a voler riprendere la tua vita ancor di più!!!!!!!!!!!!!
smackkkkkkkkkkk
W me!!!